La linea del nuovo governo per combattere l'immigrazione clandestina
provoca dure reazioni all'estero. E la commissione Ue: "Schengen non si tocca"
Immigrati, la Spagna attacca
"In Italia politica xenofoba"
Da Tripoli Gheddafi accusa: "I paesi europei affondano i barconi di migranti"
ROMA - La Spagna giudica la politica italiana in materia di immigrazione xenofoba. L'attacco arriva per bocca della numero due dell'esecutivo Zapatero, Maria Teresa Fernandez de la Vega, le cui frasi sono riportate da El Mundo. Riferendosi agli arresti di massa, Fernandez de la Vega durante una conferenza stampa dice che "il governo spagnolo respinge la violenza, il razzismo e la xenofobia e, pertanto, non può condividere ciò che sta succedendo in Italia. La Spagna lavora a una politica dell'immigrazione legale e ordinata, che permetta il riconoscimento di diritti e doveri". Esistono, ha ricordato ancora, "meccanismi legali per arginare l'immigrazione clandestina. Sono questi i meccanismi da utilizzare, e non altri".
Le proposte del nuovo governo italiano in materia di sicurezza e di lotta ai clandestini all'estero suscitano reazioni dure. E da Bruxelles l'Unione europea dice no a ripristinare i controlli alle frontiere, anche se si prepara a introdurre i ''visti biometrici'', che conterranno le impronte digitali di tutti i cittadini. Lo dice il portavoce della Commissione riferendosi alla proposta del ministro degli Esteri Franco Frattini, che ha chiesto la revisione del trattato di Schengen e il controllo delle frontiere esterne.
''La Commissione non intende prendere iniziative né avviare studi per introdurre i controlli proposti dall'ex commissario Frattini. Quel che é certo invece è che - ha sottolineato il portavoce - i visti biometrici (registro delle impronte digitali in una banca dati europea, ndr) saranno adottati entro il 2009 con il via a 'Schengen 2'''.
Sulla lotta all'immigrazione clandestina interviene oggi anche il leader libico Gheddafi, che accusa i governi europei di pianificare la morte di centinaia di migranti africani, affondando i barconi che cercano di raggiungere il continente.
Parlando ad un incontro con i capi dei sindacati africani, Gheddafi non fa cenno in modo esplicito all'Italia, ma sottolinea l'esistenza di una "tragedia in pieno svolgimento: nel Mar Mediterraneo una guerra è stata mossa contro gli africani". L'Europa, aggiunge poi il leader libico, "vuole difendersi e impedire ai migranti di raggiungere le coste. Così, colpisce le loro barche e poi annuncia che tutte le persone a bordo sono morte. Talvolta, con il pretesto di soccorrere un barcone lo rovesciano, e ne fanno morire gli occupanti".
(da Repubblica.it)
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venerdì 16 maggio 2008
giovedì 15 maggio 2008
Italia ed islamofobia
Si chiama Islam il vero nodo delle paure degli italiani
La maggioranza di chi teme gli immigrati ha paura soprattutto di chi proviene da un paese islamico. Persino gli immigrati non islamici li temono. Cresce la contrarietà alla costruzione di moschee. Il commento dell'ambasciatore Mario Scialoja: "C'è più islamofobia in Italia che negli Stati uniti"
ROMA (29 APR. 20085) - Aumenta la diffidenza degli italiani verso gli immigrati; quelli islamici sono ritenuti problematici; quasi uno su tre è contrario alla costruzione di moschee sul suolo nazionale; il contenimento/regolazione dell'immigrazione si configura come uno dei dieci principali problemi del Paese.
Sono i risultati della seconda ricerca dell'Osservatorio sociale sulle immigrazioni realizzata da Makno & consulting. L'indagine - presentata al Viminale dal ministro dell'Interno, Giuliano Amato - ha coinvolto 1.000 cittadini italiani e 1.000 immigrati.
Il primo commento arriva da Mario Scialoja, ex ambasciatore e consigliere di amministrazione del Centro che gestisce la grande moschea di Roma: "Mi limito ad osservare che in Italia sembra esservi più islamofobia che negli Stati Uniti, che pure hanno avuto l'11 settembre". Una differenza tra i due paesi che Scialoja attribuisce prevalentemente alla "scarsa informazione" sulla realtà dell'Islam presente nel nostro paese. Anzi, da noi 'c'è molta disinformazione", conclude, individuando i responsabili nella maggior parte dei media.
Tornando ai risultati del sondaggio, nel corso dell'ultimo anno è stabile la popolazione che prova sentimenti di apertura/disponibilità nei confronti degli immigrati (42%), mentre sono raddoppiati i cittadini che manifestano sentimenti di diffidenza (dal 5,9% della precedente rilevazione all'11,3% dell'ultima) ed indifferenza (dal 10,7% al 17,1%).E' l'immigrazione dai Paesi islamici ad apparire più problematica alla maggior parte degli italiani (55%). I problemi specifici sono costituiti dalla insofferenza degli islamici nei confronti della religione cattolica (28%), dal loro atteggiamento critico nei confronti della cultura e delle tradizioni italiane (25%) e dal pericolo di attentati terroristici di cellule integraliste (17%).
La maggioranza degli italiani, prosegue la ricerca, ritiene che gli immigrati siano una risorsa economica per le imprese italiane (57%), che siano utili per l'assistenza agli anziani (68,4%), che la maggioranza degli immigrati sia onesta (51%) mentre sono gli immigrati clandestini (il cui numero è percepito in aumento) a rappresentare un problema per la sicurezza dei cittadini (52%). Su queste basi, aumentano i consensi alla concessione della cittadinanza italiana agli immigrati dopo cinque anni di regolare presenza e previo esame sulla effettiva conoscenza della lingua italiana (59%).
Per quanto riguarda gli immigrati intervistati, oltre il 70% esprime soddisfazione nei confronti del proprio lavoro. Il restante 30% scarso è insoddisfatto (12%) e non soddisfatto ma neppure insoddisfatto (17%). I principali motivi di insoddisfazione sono la scarsa remunerazione e la mancanza di sicurezza o di continuità (entrambi con il 46%), seguiti dal fatto che si tratta di un lavoro faticoso (37%) e senza un regolare contratto (34%). Il 77% degli immigrati esprime una valutazione positiva sulla propria permanenza in Italia. Crescono, tuttavia, quelli che pensano di tornare al proprio Paese d'origine appena possono (dal 22,4% al 26%). La maggioranza (58%) appare potenzialmente interessata a chiedere la cittadinanza italiana, mentre il 15%-20% appare completamente disinteressato.
Anche la maggioranza relativa degli immigrati non islamici (44,5%) ritiene che l'immigrazione dai Paesi islamici ponga più problemi delle immigrazioni originate da altri Paesi. Inoltre, quasi il 50% degli immigrati cristiani e di altre religioni è contraria al fatto che gli islamici possano costruire moschee in Italia: una percentuale notevolmente più elevata di quella registrata tra gli italiani (31%). Per gli immigrati islamici intervistati, i principali problemi che incontrano gli islamici in Italia sono la difficoltà di rispettare le proprie pratiche religiose (40%), il rischio di perdere i valori della propria cultura (30%), la difficoltà di trovare cibi rispettosi della cultura e tradizioni del proprio paese (28%) ed il fatto che in Italia c'é troppa libertà (22%). Il 23% degli immigrati islamici afferma, invece, di non trovare alcuna difficoltà in Italia e, anzi, di trovarcisi bene.
(da Emilianet.it)
La maggioranza di chi teme gli immigrati ha paura soprattutto di chi proviene da un paese islamico. Persino gli immigrati non islamici li temono. Cresce la contrarietà alla costruzione di moschee. Il commento dell'ambasciatore Mario Scialoja: "C'è più islamofobia in Italia che negli Stati uniti"
ROMA (29 APR. 20085) - Aumenta la diffidenza degli italiani verso gli immigrati; quelli islamici sono ritenuti problematici; quasi uno su tre è contrario alla costruzione di moschee sul suolo nazionale; il contenimento/regolazione dell'immigrazione si configura come uno dei dieci principali problemi del Paese.
Sono i risultati della seconda ricerca dell'Osservatorio sociale sulle immigrazioni realizzata da Makno & consulting. L'indagine - presentata al Viminale dal ministro dell'Interno, Giuliano Amato - ha coinvolto 1.000 cittadini italiani e 1.000 immigrati.
Il primo commento arriva da Mario Scialoja, ex ambasciatore e consigliere di amministrazione del Centro che gestisce la grande moschea di Roma: "Mi limito ad osservare che in Italia sembra esservi più islamofobia che negli Stati Uniti, che pure hanno avuto l'11 settembre". Una differenza tra i due paesi che Scialoja attribuisce prevalentemente alla "scarsa informazione" sulla realtà dell'Islam presente nel nostro paese. Anzi, da noi 'c'è molta disinformazione", conclude, individuando i responsabili nella maggior parte dei media.
Tornando ai risultati del sondaggio, nel corso dell'ultimo anno è stabile la popolazione che prova sentimenti di apertura/disponibilità nei confronti degli immigrati (42%), mentre sono raddoppiati i cittadini che manifestano sentimenti di diffidenza (dal 5,9% della precedente rilevazione all'11,3% dell'ultima) ed indifferenza (dal 10,7% al 17,1%).E' l'immigrazione dai Paesi islamici ad apparire più problematica alla maggior parte degli italiani (55%). I problemi specifici sono costituiti dalla insofferenza degli islamici nei confronti della religione cattolica (28%), dal loro atteggiamento critico nei confronti della cultura e delle tradizioni italiane (25%) e dal pericolo di attentati terroristici di cellule integraliste (17%).
La maggioranza degli italiani, prosegue la ricerca, ritiene che gli immigrati siano una risorsa economica per le imprese italiane (57%), che siano utili per l'assistenza agli anziani (68,4%), che la maggioranza degli immigrati sia onesta (51%) mentre sono gli immigrati clandestini (il cui numero è percepito in aumento) a rappresentare un problema per la sicurezza dei cittadini (52%). Su queste basi, aumentano i consensi alla concessione della cittadinanza italiana agli immigrati dopo cinque anni di regolare presenza e previo esame sulla effettiva conoscenza della lingua italiana (59%).
Per quanto riguarda gli immigrati intervistati, oltre il 70% esprime soddisfazione nei confronti del proprio lavoro. Il restante 30% scarso è insoddisfatto (12%) e non soddisfatto ma neppure insoddisfatto (17%). I principali motivi di insoddisfazione sono la scarsa remunerazione e la mancanza di sicurezza o di continuità (entrambi con il 46%), seguiti dal fatto che si tratta di un lavoro faticoso (37%) e senza un regolare contratto (34%). Il 77% degli immigrati esprime una valutazione positiva sulla propria permanenza in Italia. Crescono, tuttavia, quelli che pensano di tornare al proprio Paese d'origine appena possono (dal 22,4% al 26%). La maggioranza (58%) appare potenzialmente interessata a chiedere la cittadinanza italiana, mentre il 15%-20% appare completamente disinteressato.
Anche la maggioranza relativa degli immigrati non islamici (44,5%) ritiene che l'immigrazione dai Paesi islamici ponga più problemi delle immigrazioni originate da altri Paesi. Inoltre, quasi il 50% degli immigrati cristiani e di altre religioni è contraria al fatto che gli islamici possano costruire moschee in Italia: una percentuale notevolmente più elevata di quella registrata tra gli italiani (31%). Per gli immigrati islamici intervistati, i principali problemi che incontrano gli islamici in Italia sono la difficoltà di rispettare le proprie pratiche religiose (40%), il rischio di perdere i valori della propria cultura (30%), la difficoltà di trovare cibi rispettosi della cultura e tradizioni del proprio paese (28%) ed il fatto che in Italia c'é troppa libertà (22%). Il 23% degli immigrati islamici afferma, invece, di non trovare alcuna difficoltà in Italia e, anzi, di trovarcisi bene.
(da Emilianet.it)
mercoledì 14 maggio 2008
Intervista ad un estremista...
Milano - Nel carcere di San Vittore, dov’è detenuto da un mese esatto, Roberto Sandalo ha disegnato il Cristo: «Ho cercato di dargli la massima espressività - spiega -, in particolare mi sono concentrato sulle mani e sul volto. Il mio Cristo ha gli occhi aperti sul mondo, lo sguardo attento, e le mani vive. È lui il centro della nostra storia. Invece, qua a San Vittore i crocefissi vengono tolti per non offendere la sensibilità dei musulmani».
Sandalo in questa intervista esclusiva parlerebbe solo di quello: la crisi della nostra civiltà, il cedimento davanti all’avanzare dell’islam. Lui ha cercato di affrontare il tema prendendo la scorciatoia delle bottiglie molotov e degli attentati. Così a 51 anni è finito in galera, lui che in carcere ci era già stato nel 1980 per la militanza in Prima linea. L’indagine della Procura di Milano è ormai chiusa. Sandalo ha confessato: gli ordigni rudimentali utilizzati contro obiettivi islamici di Milano e dell’hinterland erano opera sua. Il Fronte Cristiano Combattente era formato da due persone: lui e Maurizio Peruzzi, chimico e ideologo del minigruppo, pure in cella. Fine di una storia dall’orizzonte corto. E incipit di una riflessione.
Sandalo, si è scoperto la vocazione del crociato. Ed è finito in manette.«Robi Sandalo oggi è molto lontano dal ragazzo di trent'anni fa e dalle idee che lo avevano motivato. Ciò anche grazie a un lungo cammino che mi ha portato ad avvicinarmi al cristianesimo. Mi sento profondamente segnato dal messaggio di Cristo. Buona parte di tale percorso è avvenuto anche grazie a mia moglie che è persona meravigliosa e dalla sconfinata generosità».
Sarà, ma lei l’ha interpretato a modo suo: con gli attentati.«Io ho reagito ad un clima di, come chiamarlo?, indolenza generale. Noi italiani siamo indifferenti quando ci coprono i crocefissi e li apostrofano con aggettivi impronunciabili o quando attaccano il Santo Padre a Ratisbona, solo perché ha il coraggio di denunciare il relativismo culturale ed etico della nostra società. Noi italiani vediamo le stragi di Madrid e di Londra col telescopio, resettiamo quelle del Sinai perché ci si va in vacanza, ci dimentichiamo con la velocità degli elettroni che a Perugia un imam stava per avvelenare due acquedotti».
Lei invece ha la memoria lunga? «Ho profondo rispetto per tutte le religioni, ho viaggiato molto, ho ascoltato: dove non c'è reciprocità, rispetto della spiritualità dei singoli individui, non esiste possibilità di dialogo. Ha mai sentito di qualche parroco che abbia progettato e organizzato attacchi a moschee, ovvero usi seghe da falegname per convertire?».
Come ha conosciuto Maurizio Peruzzi? «Peruzzi è persona mentalmente pigra, presa dal lavoro e che non fa paura a nessuno. Non è un ideologo, non è operativo. Ai “tempi” l'avrei collocato nel nostro logistico: la sua casa in mezzo ai boschi sarebbe servita per latitanti e per qualche riunione. Stop. L'ho conosciuto nel 2006 tramite un adesivo, “No Islam”, al casello di Broni. Tornavamo da una manifestazione del professor Marcello Pera. Si intitolava “Un Treno per l'Occidente”: l'inizio di una mobilitazione in difesa dei valori cristiani. Si parlava di un pellegrinaggio a Santiago de Compostela: al Santo Matamoros che ispirò la Reconquista».
In pratica, che ha fatto Peruzzi?«Peruzzi, leghista milanese, desiderava costruire una “Lega Nord” più determinata e secessionista, progetto ambito e mai realizzato. Ha messo a disposizione le sue conoscenze in chimica per costruire un potenziale “arsenale” a buon mercato e fatto con prodotti semplici e in libero commercio... cose vecchie... Negli anni Settanta i “compagni” di Potere Operaio usavano il Radisol, un diserbante, per confezionare molotov a innesco chimico: ora si chiama Zapi e lo trovi dal vivaista sotto casa. Siamo molto lontani dalla cheddite, uguale polvere da cava che usavamo ai tempi di Prima Linea».
Di cosa parlava con Peruzzi? «Con Peruzzi concordavamo sulla necessità di “sollevare il problema”. Abbiamo iniziato a fare propaganda diretta volantinando al Raduno degli Alpini ad Asiago: ci hanno invitati in mezzo nord, da Boves a Venezia, alla Festa del Piemont, al colle dell'Asietta; era l'estate del 2006. Certo abbiamo avuto molti consensi. In realtà tutto si è fermato a questo: siamo il Paese dei “Tengo Famiglia” che risolve tutto con una bevuta di grappa e via».
E questo le è bastato per fare il salto e passare all’azione militare? «Un attimo. Tutti gli esposti e denunce, presentati come SOS Italia, alla Procura di Milano contro la moschea di viale Jenner e contro i rappresentanti nazionali dell'Ucoii che, attraverso le pagine comperate dei maggiori quotidiani, inneggiavano alla “guerra santa”, sono stati archiviati. Abu Omar è stato allontanato dal nostro Paese solo grazie all'intervento della Cia. Decisi così di agire da solo, con azioni mirate di basso volume di fuoco (le micce fatte in casa non superano i 10/12 secondi di combustione e posso così avere il controllo della situazione), senz'armi, senza auto rubate, in zone isolate, di notte, ma nei pressi delle moschee imputate di reclutare kamikaze o di predicare l'odio contro i cristiani».
Quanti attentati avete compiuto? «Da via Solferino alla ex sede Ucoii, a via Quaranta e Segrate, sempre io. E solo io. Io ho lanciato una molotov contro la moschea di Abbiategrasso per cercare di evitare l'omicidio di padre Bossi, rapito nelle Filippine da guerriglieri islamici».
Cosa c’entra lei con padre Bossi?«Sono tutti collegati, attraverso internet o telefoni satellitari: sanno cosa succede oggi qui, domani là. Lo chieda all'avvocato Maurizio Scelli: a Bagdad le notizie italiane sulle due Simone arrivavano prima ai negoziatori islamici che alla nostra ambasciata, al Comando o a Scelli stesso. Nel silenzio generale dei media, dopo tre attacchi alla moschea e tre copertoni incendiati sulla linea ferroviaria Milano-Mortara (a Gaggiano, Trezzano e Corsico), il governo mandò la Boniver a Mindanao: padre Bossi fu liberato».
Sandalo, lei ha un passato ingombrante. Un pezzo di storia del terrorismo.«Però è vero, e lo dico senza tema di smentite, che ancor oggi non mi è stata perdonata a sinistra e anche a destra, la scelta fatta trent'anni fa, di dissociarmi da Prima Linea e lasciare la banda armata. In realtà, che piaccia o no, la collaborazione mia e di Patrizio Peci scardinò il vincolo solidaristico delle “Organizzazioni Combattenti” e gli appelli a lasciare la lotta armata da parte di Marco Donat Cattin, da Parigi, fecero il resto: evitammo almeno altri dieci anni di lutti».
Così se la cavò con poco. Non le pare?«Con la legge dell'82 fui condannato a 11 anni e sette mesi. Ne scontai quasi 3. Presenziai a 27 processi. Non ho sparato a nessuno per uccidere; partecipai sì, come autista o di copertura esterna. La morte di un vigile urbano fu una disgrazia verificatasi a seguito di una colluttazione. Ciò non mi sottrae alla Giustizia di Dio».
Rimaniamo sulla terra. Cosa ha fatto tornato in libertà? «Tante cose. All’estero. A Santo Domingo venni raggiunto, nel gennaio 1988, da Gianni De Gennaro, allora capo della Criminalpol, che era sulle tracce di Andrea Ghira, il “Mostro del Circeo”. Per stanarlo venni affiancato per ben due mesi a una coppia di ispettori: Luciano e Rosy. Dopo averlo agganciato in una discoteca locale, riuscì a svanire nel nulla. Rientrai in Italia».
E qui ha dato altro lavoro ai giornali .«Si riferisce alla dolorosa parentesi del 2002, allorché l'accusa di coinvolgimento in rapine presso agenzie di credito, determinò per me e la mia famiglia l'apertura di un periodo particolarmente funesto risoltosi infine lo scorso 11 luglio con una sentenza di assoluzione, per estraneità ai fatti emessa dal Tribunale di Asti. Nel frattempo mi ero sposato e avevo avuto un bambino; la strada per uscire dal tunnel».
Invece no: è tornato Roby il Pazzo, come la chiamavano alcuni ex di Prima linea? «Roberto Sandalo è molto lontano da quel soprannome del quale tutti si riempiono le bocche. Quell’epiteto mi è stato affibbiato da quei mestieranti della politica che avevamo già smascherato nel 1976: loro sono tutti scrittori, politici di mestiere, ginecologi assassini assertori della pillola abortiva RU 486. Sono gli stessi ignavi che ai tempi operavano per il protrarsi della lotta armata - “compagni che sbagliano”, asserivano ieri».
Oggi? «Oggi ripetono “Cerchiamo il dialogo con l’Islam moderato”. È la stessa matrice cattocomunista di allora».
(da il Giornale.it)
Se qualcuno vede differenze rispetto alle affermazioni di un qualsiasi terrorista islamico, che commenti pure!!! e che questo esaltato vada a studiarsi l'islam...da terrorista rosso ad estremista cattolico...complimenti!
Sandalo in questa intervista esclusiva parlerebbe solo di quello: la crisi della nostra civiltà, il cedimento davanti all’avanzare dell’islam. Lui ha cercato di affrontare il tema prendendo la scorciatoia delle bottiglie molotov e degli attentati. Così a 51 anni è finito in galera, lui che in carcere ci era già stato nel 1980 per la militanza in Prima linea. L’indagine della Procura di Milano è ormai chiusa. Sandalo ha confessato: gli ordigni rudimentali utilizzati contro obiettivi islamici di Milano e dell’hinterland erano opera sua. Il Fronte Cristiano Combattente era formato da due persone: lui e Maurizio Peruzzi, chimico e ideologo del minigruppo, pure in cella. Fine di una storia dall’orizzonte corto. E incipit di una riflessione.
Sandalo, si è scoperto la vocazione del crociato. Ed è finito in manette.«Robi Sandalo oggi è molto lontano dal ragazzo di trent'anni fa e dalle idee che lo avevano motivato. Ciò anche grazie a un lungo cammino che mi ha portato ad avvicinarmi al cristianesimo. Mi sento profondamente segnato dal messaggio di Cristo. Buona parte di tale percorso è avvenuto anche grazie a mia moglie che è persona meravigliosa e dalla sconfinata generosità».
Sarà, ma lei l’ha interpretato a modo suo: con gli attentati.«Io ho reagito ad un clima di, come chiamarlo?, indolenza generale. Noi italiani siamo indifferenti quando ci coprono i crocefissi e li apostrofano con aggettivi impronunciabili o quando attaccano il Santo Padre a Ratisbona, solo perché ha il coraggio di denunciare il relativismo culturale ed etico della nostra società. Noi italiani vediamo le stragi di Madrid e di Londra col telescopio, resettiamo quelle del Sinai perché ci si va in vacanza, ci dimentichiamo con la velocità degli elettroni che a Perugia un imam stava per avvelenare due acquedotti».
Lei invece ha la memoria lunga? «Ho profondo rispetto per tutte le religioni, ho viaggiato molto, ho ascoltato: dove non c'è reciprocità, rispetto della spiritualità dei singoli individui, non esiste possibilità di dialogo. Ha mai sentito di qualche parroco che abbia progettato e organizzato attacchi a moschee, ovvero usi seghe da falegname per convertire?».
Come ha conosciuto Maurizio Peruzzi? «Peruzzi è persona mentalmente pigra, presa dal lavoro e che non fa paura a nessuno. Non è un ideologo, non è operativo. Ai “tempi” l'avrei collocato nel nostro logistico: la sua casa in mezzo ai boschi sarebbe servita per latitanti e per qualche riunione. Stop. L'ho conosciuto nel 2006 tramite un adesivo, “No Islam”, al casello di Broni. Tornavamo da una manifestazione del professor Marcello Pera. Si intitolava “Un Treno per l'Occidente”: l'inizio di una mobilitazione in difesa dei valori cristiani. Si parlava di un pellegrinaggio a Santiago de Compostela: al Santo Matamoros che ispirò la Reconquista».
In pratica, che ha fatto Peruzzi?«Peruzzi, leghista milanese, desiderava costruire una “Lega Nord” più determinata e secessionista, progetto ambito e mai realizzato. Ha messo a disposizione le sue conoscenze in chimica per costruire un potenziale “arsenale” a buon mercato e fatto con prodotti semplici e in libero commercio... cose vecchie... Negli anni Settanta i “compagni” di Potere Operaio usavano il Radisol, un diserbante, per confezionare molotov a innesco chimico: ora si chiama Zapi e lo trovi dal vivaista sotto casa. Siamo molto lontani dalla cheddite, uguale polvere da cava che usavamo ai tempi di Prima Linea».
Di cosa parlava con Peruzzi? «Con Peruzzi concordavamo sulla necessità di “sollevare il problema”. Abbiamo iniziato a fare propaganda diretta volantinando al Raduno degli Alpini ad Asiago: ci hanno invitati in mezzo nord, da Boves a Venezia, alla Festa del Piemont, al colle dell'Asietta; era l'estate del 2006. Certo abbiamo avuto molti consensi. In realtà tutto si è fermato a questo: siamo il Paese dei “Tengo Famiglia” che risolve tutto con una bevuta di grappa e via».
E questo le è bastato per fare il salto e passare all’azione militare? «Un attimo. Tutti gli esposti e denunce, presentati come SOS Italia, alla Procura di Milano contro la moschea di viale Jenner e contro i rappresentanti nazionali dell'Ucoii che, attraverso le pagine comperate dei maggiori quotidiani, inneggiavano alla “guerra santa”, sono stati archiviati. Abu Omar è stato allontanato dal nostro Paese solo grazie all'intervento della Cia. Decisi così di agire da solo, con azioni mirate di basso volume di fuoco (le micce fatte in casa non superano i 10/12 secondi di combustione e posso così avere il controllo della situazione), senz'armi, senza auto rubate, in zone isolate, di notte, ma nei pressi delle moschee imputate di reclutare kamikaze o di predicare l'odio contro i cristiani».
Quanti attentati avete compiuto? «Da via Solferino alla ex sede Ucoii, a via Quaranta e Segrate, sempre io. E solo io. Io ho lanciato una molotov contro la moschea di Abbiategrasso per cercare di evitare l'omicidio di padre Bossi, rapito nelle Filippine da guerriglieri islamici».
Cosa c’entra lei con padre Bossi?«Sono tutti collegati, attraverso internet o telefoni satellitari: sanno cosa succede oggi qui, domani là. Lo chieda all'avvocato Maurizio Scelli: a Bagdad le notizie italiane sulle due Simone arrivavano prima ai negoziatori islamici che alla nostra ambasciata, al Comando o a Scelli stesso. Nel silenzio generale dei media, dopo tre attacchi alla moschea e tre copertoni incendiati sulla linea ferroviaria Milano-Mortara (a Gaggiano, Trezzano e Corsico), il governo mandò la Boniver a Mindanao: padre Bossi fu liberato».
Sandalo, lei ha un passato ingombrante. Un pezzo di storia del terrorismo.«Però è vero, e lo dico senza tema di smentite, che ancor oggi non mi è stata perdonata a sinistra e anche a destra, la scelta fatta trent'anni fa, di dissociarmi da Prima Linea e lasciare la banda armata. In realtà, che piaccia o no, la collaborazione mia e di Patrizio Peci scardinò il vincolo solidaristico delle “Organizzazioni Combattenti” e gli appelli a lasciare la lotta armata da parte di Marco Donat Cattin, da Parigi, fecero il resto: evitammo almeno altri dieci anni di lutti».
Così se la cavò con poco. Non le pare?«Con la legge dell'82 fui condannato a 11 anni e sette mesi. Ne scontai quasi 3. Presenziai a 27 processi. Non ho sparato a nessuno per uccidere; partecipai sì, come autista o di copertura esterna. La morte di un vigile urbano fu una disgrazia verificatasi a seguito di una colluttazione. Ciò non mi sottrae alla Giustizia di Dio».
Rimaniamo sulla terra. Cosa ha fatto tornato in libertà? «Tante cose. All’estero. A Santo Domingo venni raggiunto, nel gennaio 1988, da Gianni De Gennaro, allora capo della Criminalpol, che era sulle tracce di Andrea Ghira, il “Mostro del Circeo”. Per stanarlo venni affiancato per ben due mesi a una coppia di ispettori: Luciano e Rosy. Dopo averlo agganciato in una discoteca locale, riuscì a svanire nel nulla. Rientrai in Italia».
E qui ha dato altro lavoro ai giornali .«Si riferisce alla dolorosa parentesi del 2002, allorché l'accusa di coinvolgimento in rapine presso agenzie di credito, determinò per me e la mia famiglia l'apertura di un periodo particolarmente funesto risoltosi infine lo scorso 11 luglio con una sentenza di assoluzione, per estraneità ai fatti emessa dal Tribunale di Asti. Nel frattempo mi ero sposato e avevo avuto un bambino; la strada per uscire dal tunnel».
Invece no: è tornato Roby il Pazzo, come la chiamavano alcuni ex di Prima linea? «Roberto Sandalo è molto lontano da quel soprannome del quale tutti si riempiono le bocche. Quell’epiteto mi è stato affibbiato da quei mestieranti della politica che avevamo già smascherato nel 1976: loro sono tutti scrittori, politici di mestiere, ginecologi assassini assertori della pillola abortiva RU 486. Sono gli stessi ignavi che ai tempi operavano per il protrarsi della lotta armata - “compagni che sbagliano”, asserivano ieri».
Oggi? «Oggi ripetono “Cerchiamo il dialogo con l’Islam moderato”. È la stessa matrice cattocomunista di allora».
(da il Giornale.it)
Se qualcuno vede differenze rispetto alle affermazioni di un qualsiasi terrorista islamico, che commenti pure!!! e che questo esaltato vada a studiarsi l'islam...da terrorista rosso ad estremista cattolico...complimenti!
sabato 26 aprile 2008
Lo stupro della ragione
Due violenze carnali in un giorno, e i «grandi» giornali ci fanno i titoli di prima pagina: ovvio, i «grandi» media hanno interpretato il voto, soprattutto alla Lega, come una richiesta di «sicurezza», e partecipano - come sempre - alla nuova aria che tira. I politici ci fanno la politica, sugli stupri.Alemanno conta di vincere il ballottaggio contro Rutelli grazie alla ragazza accoltellata a Roma, i leghisti la menano sul clandestino violentatore e sono molto rispettosamente ascoltati dai grandi giornali. Del resto anche Fassino dà la linea: «Subito il dialogo col Carroccio».Un super-sindacalista FIOM chiama la Lega: gli ultimi comunisti. Inteso, per lui, come elogio.La sinistra - perdente - osserva, come sempre, che «ben altro è il discorso»: la «legalità» deve colpire i falsi in bilancio (sottinteso: Previti, Dell’Utri, Berlusconi), non solo i rom.Il ministro dell’Interno ancora in carica, Amato, nota che gli stupri sono diminuiti del 12%, che non c’è nessuna emergenza-sicurezza. Grazie a Prodi.Sono diminuite le «denunce» per violenza, non le violenze. E anche quelle denunciate, dite voi se vi sembran poche: 13 al giorno. Su dieci, 4 sono compiute da extranei o extracomunitari, sei da italiani, spesso parenti stretti della violentata.Accuratamente taciuto - è naturale - uno dei motivi primari dello stupro diffuso: la diffusione capillare e la accessibilità della pornografia. Internet, telefonini, DVD, genitori «tolleranti» e aperti hanno messo la pornografia alla portata dei dodicenni. Sento, distrattamente da un TG, che una tredicenne è violentata in gruppo dai compagnuzzi di scuola, ripresa coi telefonini, e i ragazzi sono a piede libero perchè, secondo il magistrato, «lei era consenziente».Mi piacerebbe sapere se un giorno questo Paese sarà disposto a inserire i pre-adolescenti nelle «fasce deboli». I ragazzini sono deboli in maturità, in educazione, in personalità, in influenzabilità. La loro stupidità stessa va protetta.L’accesso incontrastato alla pornografia è direttamente responsabile dell’immagine degradata che questi hanno della donna: facile, oggetto, oggetto-merce. La donna è spregevole, assatanata, vogliosa, nei videoporno. Perchè non quella che si «lascia andare» in discoteca, che «si mette in mostra» alla fermata del tram, che «la dà» al suo amichetto? Se «la dà già», perchè resiste a darla a dieci compagni?Per gente ammorbata dalla pornografia, la donna è carne. Non ha diritti. Se resiste, una coltellata.Fascia debole è anche l’emigrato: per lo più giovane maschio, proveniente da Paesi di forte ritegno («repressione», la chiamano) sessuale, ridotto alla miseria sessuale solitaria (magari lontano dalla moglie per mesi e anni), circondato da pornografia accessibile e dall’atmosfera «porno-soft» (così la chiamano) che emana da ogni cartellone pubblicitario, da ogni spettacolino TV: offerte di bocche semiaperte, di scollature abissali, bellezze («sexy», le chiamano) incredibilmente provocanti introvabili nella vita reale, che si espongono, si «offrono» per vendere un pannolino, un dopobarba, un orologio, o per presentare una lotteria scema con «ricchi premi».Che cosa deve pensare l’immigrato delle ragazze «libere» che si vede attorno?La «sinistra» che «difende» gli immigrati, da questo veleno non li difende. E’ ovvio: la «sinistra» ha dato alla pornografia uno status istituzionale, la volta scorsa ha mandato in parlamento il maturo Vladimir Luxuria, professionale di quel mondo.In ciò, in piena consonanza con la borghesia «liberale» e illuminata: che a difesa del porno parla di «libertà di opinione», di stampa e del pensiero.Mi piacerebbe capire in che cosa la ripresa video di coiti plurimi è espressione di un «pensiero», o almeno di una «opinione». E questo, in un Paese che condanna decine di opinioni e pensieri minoritari, e in qualunque modo non-conformisti.Un professore di Torino, Renato Pallavidini, è stato messo sotto inchiesta per aver risposto - a domanda di una sua studentessa - che secondo lui Israele strumentalizza l’olocausto per coprire le sue atrocità contro i palestinesi.Un presidente di Cassazione di Palermo, Giuseppe Prinzivalli, si vide arrivare un avviso di garanzia con tanto di perquisizione domiciliare «per aver negato in una sentenza il carattere verticistico di Cosa Nostra»; con ciò, secondo i procuratori che lo incriminarono, «aiutando a dissimularne la struttura». Quindi: concorso esterno in associazione mafiosa (come Contrada).Come nota Mauro Mellini, avvocato radicale, (1) da cui traggo i suddetti esempi, il codice fascista stesso non perseguiva le opinioni antifasciste in sè - cosa possibile solo a una psicopolizia capace di penetrare nei cervelli e di spiare tutte le conversaizioni - ma la loro «propaganda», la loro «espressione collettiva e organizzata» volta a creare un «movimento».Invece, l’Italia democratica - come si vede - colpisce le opinioni in sè, il pensiero: il giudice di Palermo è colpito per aver espresso l’opinione motivata che, secondo lui cosa Nostra non è una organizzazione gerarchica e monolitica.Invece, la pornografia è un «pensiero» ammesso e depenalizzato.La legge Mancino colpisce (tre anni di galera) chi «diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale ed etnico». Notate le parole: «in qualsiasi modo». Non solo con una scritta sui muri, ma in una lezione universitaria (com’è il caso di Claudio Moffa che invitò Faurisson).Colpisce specificamente, nominandole, le «idee», non «atti» di discriminazione. Colpisce tali idee indipendentemente dal pericolo sociale che possono rappresentare, anche se non ne rappresentano nessuno.Poi, s’intende, la legge di censura è selettiva: Oriana Fallaci, Magdi Allam possono ingiuriare l’Islam e i musulmani come «inferiori», e vengono applauditi. La Fallaci e la Nirenstein possono esprimere l’odio razziale come e quando vogliono, e non come argomento razionale, bensì «incitante» ad azioni poliziesche di odio razziale, espulsioni, censure, controllo delle moschee.La pornografia non potrebbe entrare nella Legge Mancino? Dopotutto, incita ad una «idea» degradante della donna, che incita al suo spregio e al suo uso ed abuso. Ma no. Anzi, Luxuria in Parlamento.Anche questo mi sembra - insieme - stupro e pornografia. Con il sospetto che le leggi fasciste forse difendevano meglio le idee, e meno la pornografia (che era clandestina, difficilmente accessibile).
Maurizio Blondet
(da www.effedieffe.com)
Maurizio Blondet
(da www.effedieffe.com)
mercoledì 16 aprile 2008
Il caso di Ekhlas
Proprio ieri, leggendo i commenti ad un articolo di Sherif es-Sabaie, mi sono imbattuta nell'ennesimo caso di disinformazione attuata dai giornalisti italiani a danno di persone ignare.
Un utente di nome Youssef riferiva di un sito che era stato segnalato quale "terrorista"dal Messaggero. Ecco cosa diceva l'articolo in questione:
“ROMA (14 aprile) - Al-Qaeda apre un sito in lingua italiana. I suoi proseliti via Web stanno dedicando uno dei loro forum nella nostra lingua, ed è uno dei forum qaedisti più noti e frequentati, “Ekhlas”. Finora interamente in lingua araba, il forum è stato scelto dagli internauti dopo la chiusura da parte della polizia postale, il 22 febbraio scorso, del blog dell’Imam di Carmagnola, Abdul Qadir Fadlallah Mamour, e della moglie Barbara Farina.”
Il suddetto utente riportava anche il link che compariva nell'articolo, ossia
http://ekhlas.wordpress.com/blog/ . Mi sono recata su questo blog spinta dalla curiosità ed ho trovato che il gestore era del tutto incredulo e nel suo post sull'accaduto riusciva solo a scrivere "...I was shocked, dismayed, and appauled at the fact that ekhlas.wordpress.com/blog was a link provided in the article entitled: “Terrorismo, Al Qaeda apre un sito in italiano” which translates to “Terrorism, Al Qaeda opens a site in Italian”!! e si rivolgeva a tutti coloro che potessero metterlo in contatto con la redazione del Messaggero (ignorando forse che la notizia era ormai stat diffusa da quasi TUTTI gli organi di stampa) minacciando giustamente querele nel caso non gli giungano scuse ufficiali sia per email che sui portali delle testate in questione.
La cosa più spaventosa in tutta questa vicenda, oltre ovviamente alle accuse rivolte ad una persona estranea ai fatti, è quanto la stampa italiana sia diventata inattendibile e si basi sempre di più sul copia-incolla senza minimamente vagliare le fonti delle notizie...inoltre il blog a cui sono state rivolte le ilazioni è INTERAMENTE in inglese!!! L'accaduto infatti è da imputare alla sfortunata coincidenza che il sito segnalato è il primo che compare su google cercando "ekhlas" ed evidentemente i giornalisti non si sono presi la briga di cercare il vero forum arabo(http://www.al-ekhlaas.net/forum/), che nn è in realtà molto in vista sui motori di ricerca per ragioni intuibili ed infatti io, benchè lo abbia trovato ieri in un dedalo di siti per verificare la notizia, nn sono stata più in grado di rintracciarlo ed ho dovuto scrivere in arabo nella casella di google, cosa che ovviamente non tutti i compilatori(non si possono definire giornalisti) potrebbero fare. Ho preferito non entrare però nella sezione italiana del forum, sia perchè ciò richiedeva la registrazione sia perchè non condivido la loro visione dell'Islam e del Jihad, che per me è soprattutto esercizio dello spirito, ed in ogni caso non può mai essere propugnata come pretesto per giustificare la violenza contro innocenti .
Auspichiamo la risoluzione del caso nel più breve tempo possibile, e ci scusiamo col gestore del blog innocente da parte di tutti gli italiani di buon senso.
Un utente di nome Youssef riferiva di un sito che era stato segnalato quale "terrorista"dal Messaggero. Ecco cosa diceva l'articolo in questione:
“ROMA (14 aprile) - Al-Qaeda apre un sito in lingua italiana. I suoi proseliti via Web stanno dedicando uno dei loro forum nella nostra lingua, ed è uno dei forum qaedisti più noti e frequentati, “Ekhlas”. Finora interamente in lingua araba, il forum è stato scelto dagli internauti dopo la chiusura da parte della polizia postale, il 22 febbraio scorso, del blog dell’Imam di Carmagnola, Abdul Qadir Fadlallah Mamour, e della moglie Barbara Farina.”
Il suddetto utente riportava anche il link che compariva nell'articolo, ossia
http://ekhlas.wordpress.com/blog/ . Mi sono recata su questo blog spinta dalla curiosità ed ho trovato che il gestore era del tutto incredulo e nel suo post sull'accaduto riusciva solo a scrivere "...I was shocked, dismayed, and appauled at the fact that ekhlas.wordpress.com/blog was a link provided in the article entitled: “Terrorismo, Al Qaeda apre un sito in italiano” which translates to “Terrorism, Al Qaeda opens a site in Italian”!! e si rivolgeva a tutti coloro che potessero metterlo in contatto con la redazione del Messaggero (ignorando forse che la notizia era ormai stat diffusa da quasi TUTTI gli organi di stampa) minacciando giustamente querele nel caso non gli giungano scuse ufficiali sia per email che sui portali delle testate in questione.
La cosa più spaventosa in tutta questa vicenda, oltre ovviamente alle accuse rivolte ad una persona estranea ai fatti, è quanto la stampa italiana sia diventata inattendibile e si basi sempre di più sul copia-incolla senza minimamente vagliare le fonti delle notizie...inoltre il blog a cui sono state rivolte le ilazioni è INTERAMENTE in inglese!!! L'accaduto infatti è da imputare alla sfortunata coincidenza che il sito segnalato è il primo che compare su google cercando "ekhlas" ed evidentemente i giornalisti non si sono presi la briga di cercare il vero forum arabo(http://www.al-ekhlaas.net/forum/), che nn è in realtà molto in vista sui motori di ricerca per ragioni intuibili ed infatti io, benchè lo abbia trovato ieri in un dedalo di siti per verificare la notizia, nn sono stata più in grado di rintracciarlo ed ho dovuto scrivere in arabo nella casella di google, cosa che ovviamente non tutti i compilatori(non si possono definire giornalisti) potrebbero fare. Ho preferito non entrare però nella sezione italiana del forum, sia perchè ciò richiedeva la registrazione sia perchè non condivido la loro visione dell'Islam e del Jihad, che per me è soprattutto esercizio dello spirito, ed in ogni caso non può mai essere propugnata come pretesto per giustificare la violenza contro innocenti .
Auspichiamo la risoluzione del caso nel più breve tempo possibile, e ci scusiamo col gestore del blog innocente da parte di tutti gli italiani di buon senso.
martedì 15 aprile 2008
Senza parole....
Alla domanda su cosa il prossimo governo intenda fare sulla sicurezza, il Cavaliere ha annunciato: "Chiuderemo le frontiere", e ha aggiunto che bisognerà potenziare i centri di permanenza per gli immigrati e aumentare poliziotti e carabinieri di quartiere. "Agenti di prossimità", li ha definiti Berlusconi, chiamandoli "l'esercito del bene che fronteggerà nelle strade l'esercito del male".
Sono una veggente?!
Sono una veggente?!
lunedì 14 aprile 2008
Più veloce della luce!!
E non appena la destra xenofoba vince le elezioni, ecco subito la creazione dei fantomativi nemici...ma che velocità, la partita nn è neppure cominciata!
Ecco il primo:
PARLAMENTARE HAMAS IN TV, "L'ISLAM CONQUISTERA' ROMA"
Un parlamentare e religioso di Hamas, Yunis al Astal, ha detto ai fedeli che Roma, "la capitale dei cattolici o dei crociati" sara' presto conquistata dall'Islam. Stando al sito di Memri, istituto di monitoraggio per il Medio Oriente, il sermone e' stato trasmesso l'11 aprile da Al Aqsa, la tv del movimento estremista palestinese che controlla la Striscia di Gaza. "Molto presto, se Allah vorra', Roma sara' conquistata, proprio come Costantinopoli lo fu e come il nostro profeta Maometto ha profetizzato", afferma al Astal.
(da Repubblica.it)
ed oggi:
Strali via web contro il leader del Pdl: «Andrà in visita in Israele»
«Allah maledica Berlusconi e il Papa»
La rabbia di Al Qaeda per la vittoria del centrodestra alle elezioni politiche italiane
DUBAI - «Che Allah lo maledica e scateni la sua rabbia contro di lui e contro il Papa cattivo». È questo il primo commento diffuso oggi su uno dei forum islamici in Internet che veicolano la propaganda di al-Qaeda a proposito della vittoria alle elezioni politiche in Italia ottenuta dalla coalizione guidata da Silvio Berlusconi.
NOTIZIA URGENTE - A inserire queste invettive pochi minuti fa su uno dei principali siti jihadisti, «al-Hesbah», è stato un internauta che si firma al-Wahabi. Quest'ultimo interviene per commentare la notizia della vittoria del Pdl alle elezioni italiane data dal sito islamico e accompagnata da un banner con una scritta in arabo che recita «notizia urgente». Sotto questo banner si annuncia infatti che «Berlusconi vince le elezioni generali italiane e diventa premier per la terza volta».
IL «CECCHINO» DEL WEB - A dare la notizia a tutti i seguaci di Osama Bin Laden è stata un assiduo frequentatore dei siti di al-Qaeda che si fa chiamare Qannas al-Jazira, in arabo «Cecchino della penisola araba». Il frequentatore del forum sembra essere particolarmente attento a tutto ciò che accade nel nostro Paese perché già in passato è intervenuto su vicende che hanno riguardato l'Italia. Il post si chiude con un terzo messaggio di commento inserito da Fursan al-Fajr, che scrive: «Alcuni giorni fa Berlusconi aveva detto che in caso di vittoria sarebbe andato in visita in Israele»
15 aprile 2008
e ora che succederà??? ci vuole tanto a capire che conquistare Roma è un modo SIMBOLICO di auspicare l'espansione del monoteismo urbis et orbis,pronunciato tra l'altro da un politico e nn da un capo religioso?? Ed inoltre, anche se su qlk blog di jihadisti sia apparso il secondo commento (ma come mai nn c danno mai i link??) è solo una opinione...se andassero su tanti blog italiani, altro che maledizioni ci troverebbero...perchè se lo dice un musulmano, per giunta lontano miglia dall'Italia, deve suonare come una minaccia?Quanta gente innocente verrà arrestata senza capi d'accusa prima che l'ovvia verità salti fuori?? Staremo a vedere!
Ecco il primo:
PARLAMENTARE HAMAS IN TV, "L'ISLAM CONQUISTERA' ROMA"
Un parlamentare e religioso di Hamas, Yunis al Astal, ha detto ai fedeli che Roma, "la capitale dei cattolici o dei crociati" sara' presto conquistata dall'Islam. Stando al sito di Memri, istituto di monitoraggio per il Medio Oriente, il sermone e' stato trasmesso l'11 aprile da Al Aqsa, la tv del movimento estremista palestinese che controlla la Striscia di Gaza. "Molto presto, se Allah vorra', Roma sara' conquistata, proprio come Costantinopoli lo fu e come il nostro profeta Maometto ha profetizzato", afferma al Astal.
(da Repubblica.it)
ed oggi:
Strali via web contro il leader del Pdl: «Andrà in visita in Israele»
«Allah maledica Berlusconi e il Papa»
La rabbia di Al Qaeda per la vittoria del centrodestra alle elezioni politiche italiane
DUBAI - «Che Allah lo maledica e scateni la sua rabbia contro di lui e contro il Papa cattivo». È questo il primo commento diffuso oggi su uno dei forum islamici in Internet che veicolano la propaganda di al-Qaeda a proposito della vittoria alle elezioni politiche in Italia ottenuta dalla coalizione guidata da Silvio Berlusconi.
NOTIZIA URGENTE - A inserire queste invettive pochi minuti fa su uno dei principali siti jihadisti, «al-Hesbah», è stato un internauta che si firma al-Wahabi. Quest'ultimo interviene per commentare la notizia della vittoria del Pdl alle elezioni italiane data dal sito islamico e accompagnata da un banner con una scritta in arabo che recita «notizia urgente». Sotto questo banner si annuncia infatti che «Berlusconi vince le elezioni generali italiane e diventa premier per la terza volta».
IL «CECCHINO» DEL WEB - A dare la notizia a tutti i seguaci di Osama Bin Laden è stata un assiduo frequentatore dei siti di al-Qaeda che si fa chiamare Qannas al-Jazira, in arabo «Cecchino della penisola araba». Il frequentatore del forum sembra essere particolarmente attento a tutto ciò che accade nel nostro Paese perché già in passato è intervenuto su vicende che hanno riguardato l'Italia. Il post si chiude con un terzo messaggio di commento inserito da Fursan al-Fajr, che scrive: «Alcuni giorni fa Berlusconi aveva detto che in caso di vittoria sarebbe andato in visita in Israele»
15 aprile 2008
e ora che succederà??? ci vuole tanto a capire che conquistare Roma è un modo SIMBOLICO di auspicare l'espansione del monoteismo urbis et orbis,pronunciato tra l'altro da un politico e nn da un capo religioso?? Ed inoltre, anche se su qlk blog di jihadisti sia apparso il secondo commento (ma come mai nn c danno mai i link??) è solo una opinione...se andassero su tanti blog italiani, altro che maledizioni ci troverebbero...perchè se lo dice un musulmano, per giunta lontano miglia dall'Italia, deve suonare come una minaccia?Quanta gente innocente verrà arrestata senza capi d'accusa prima che l'ovvia verità salti fuori?? Staremo a vedere!
Grazie Italia!

Tutti coloro che hanno votato con ampio margine la Lega devono ritenersi responsabili in prima persona di ogni atto che lederà la sicurezza dei cittadini musulmani (italiani e non). Questo tipo di cose è sicuramente suscettibile di verificarsi visto che le tendenze xenofobe di molta parte della società italiana si trovano ora istituzionalizzate. Veramente la storia si ripete e non insegna nulla: dalla DC alla Lega! altro che Rialzati Italia! piuttosto stattene comoda a crogiolarti nella tua mediocrità!
domenica 13 aprile 2008
Fronte cristiano combattente!
La Digos di Milano ferma un presunto complice di Roberto Sandalo
Un secondo presunto appartenente al sedicente Fronte Cristiano Combattente e' stato fermato dalla Polizia nel piacentino. La notizia e' stata resa nota stamani dalla questura del capoluogo lombardo. Secondo quanto si e' appreso, si tratterebbe di un uomo di circa 50 anni, perito chimico, nella cui disponibilita' sono stati trovati un manuale per produrre rudimentali ordigni e materiale esplosivo. Secondo indiscrezioni, l'uomo farebbe parte dello stesso gruppo a cui e' accusato di appartenere Roberto Sandalo, l'ex Prima Linea arrestato a Milano con l'accusa di aver commesso un attentato incendiario nei pressi di luoghi frequentati da islamici.Sandalo resta in carcereRimane in carcere Roberto Sandalo, l'ex esponente di Prima Linea arrestato giovedi' all'alba con l'accusa di essere stato l'ideatore e l'autore dei due attentati incendiari anti-Islam della sera precedente, quando sono andatea fuoco due auto parcheggiate vicino alle moschee di via Quaranta a Milano e di Segrate. Anche se il provvedimento non e' ancora stato notificato al difensore di Sandalo, l'avv. Manuel Sarno, da quanto e' trapelato il gip Antonio Corte avrebbe convalidato la richiesta di arresto avanzata dal Procuratore Aggiunto Armando Spataro e dal pm Maurizio Romanelli. "Mi aspetto un provvedimento di convalida" ha detto, questa mattina, l'ex terrorista passato al "Fronte Cristiano Combattente" al suo legale, durante un breve colloquio in carcere. "E' tranquillo e sereno" ha riferito l'avvocato, precisando che il suo assistito, con cui ha parlato anche di questioni tecniche e processuali, ha chiesto soprattutto della moglie e del figlio, invitandolo a rassicurarli. Il legale e' ora in attesa di leggere l'ordinanza del giudice ("la do per scontata") per poi decidere con il suo cliente le scelte processuali. Ieri, durante l'interrogatorio davanti al gip, Sandalo avrebbe ammesso i fatti contestati (e' stato arrestato in flagranza e gli sono stati sequestrati, tra l'altro, una tanica di benzina, 7 molotov, 10 chili di nitrato di ammonio e anche il timbro con la scritta 'Stop Islam'), anche se, dagli accertamenti finora svolti, il suo nome sarebbe legato per lo meno anche agli ultimi due attentati avvenuti nei pressi della moschea di via Quaranta e a quello di un anno fa contro la sede milanese dell'associazione internazionale 'Islam Relief', in via Amadeo. Investigatori e inquirenti stanno accertando se ci sia ancora lui dietro tutti gli attentati firmati dal "Fronte Cristiano Combattente" e stanno verificando i suoi contatti: almeno altre quattro persone sono finite sotto inchiesta Per i due episodi di tre sere fa 'Roby il pazzo', questo il soprannome di Sandalo negli anni di piombo, e' accusato di incendio doloso con l'aggravante della discriminazione religiosa e porto abusivo di armi da guerra.
(da Rainews24)
Un secondo presunto appartenente al sedicente Fronte Cristiano Combattente e' stato fermato dalla Polizia nel piacentino. La notizia e' stata resa nota stamani dalla questura del capoluogo lombardo. Secondo quanto si e' appreso, si tratterebbe di un uomo di circa 50 anni, perito chimico, nella cui disponibilita' sono stati trovati un manuale per produrre rudimentali ordigni e materiale esplosivo. Secondo indiscrezioni, l'uomo farebbe parte dello stesso gruppo a cui e' accusato di appartenere Roberto Sandalo, l'ex Prima Linea arrestato a Milano con l'accusa di aver commesso un attentato incendiario nei pressi di luoghi frequentati da islamici.Sandalo resta in carcereRimane in carcere Roberto Sandalo, l'ex esponente di Prima Linea arrestato giovedi' all'alba con l'accusa di essere stato l'ideatore e l'autore dei due attentati incendiari anti-Islam della sera precedente, quando sono andatea fuoco due auto parcheggiate vicino alle moschee di via Quaranta a Milano e di Segrate. Anche se il provvedimento non e' ancora stato notificato al difensore di Sandalo, l'avv. Manuel Sarno, da quanto e' trapelato il gip Antonio Corte avrebbe convalidato la richiesta di arresto avanzata dal Procuratore Aggiunto Armando Spataro e dal pm Maurizio Romanelli. "Mi aspetto un provvedimento di convalida" ha detto, questa mattina, l'ex terrorista passato al "Fronte Cristiano Combattente" al suo legale, durante un breve colloquio in carcere. "E' tranquillo e sereno" ha riferito l'avvocato, precisando che il suo assistito, con cui ha parlato anche di questioni tecniche e processuali, ha chiesto soprattutto della moglie e del figlio, invitandolo a rassicurarli. Il legale e' ora in attesa di leggere l'ordinanza del giudice ("la do per scontata") per poi decidere con il suo cliente le scelte processuali. Ieri, durante l'interrogatorio davanti al gip, Sandalo avrebbe ammesso i fatti contestati (e' stato arrestato in flagranza e gli sono stati sequestrati, tra l'altro, una tanica di benzina, 7 molotov, 10 chili di nitrato di ammonio e anche il timbro con la scritta 'Stop Islam'), anche se, dagli accertamenti finora svolti, il suo nome sarebbe legato per lo meno anche agli ultimi due attentati avvenuti nei pressi della moschea di via Quaranta e a quello di un anno fa contro la sede milanese dell'associazione internazionale 'Islam Relief', in via Amadeo. Investigatori e inquirenti stanno accertando se ci sia ancora lui dietro tutti gli attentati firmati dal "Fronte Cristiano Combattente" e stanno verificando i suoi contatti: almeno altre quattro persone sono finite sotto inchiesta Per i due episodi di tre sere fa 'Roby il pazzo', questo il soprannome di Sandalo negli anni di piombo, e' accusato di incendio doloso con l'aggravante della discriminazione religiosa e porto abusivo di armi da guerra.
(da Rainews24)
domenica 30 marzo 2008
Parole sante!
Islamofobia
di Giovanni Sarubbi
L’islamofobia ha superato oramai da tempo il livello di guardia. Se durante una trasmissione televisiva si permette che qualcuno definisca “bestie” gli appartenenti alla religione islamica senza che questo scateni alcuna reazione fra il pubblico in studio o da parte dello stesso conduttore, significa che tutto è possibile, anche il passare alla violenza più bruta. E purtroppo azioni violente nei confronti di singoli musulmani o di centri islamici ne sono già avvenute molte, ultimo quello contro la moschea di Abbiategrasso, nell’hinterland milanese contro cui è stata lanciata una molotov lo scorso 24 ottobre. L’islamofobia è una forma di razzismo religioso che si manifesta in molti modi e che si connota spesso anche di xenofobia, cioè l’odio per gli stranieri. Finora abbiamo potuto registrare nel nostro paese attacchi islamofobi che hanno riguardato la questione delle donne con annessa questione del velo, l’opposizione alla costruzione delle moschee, al modo di vestire, alla lingua araba, che è la lingua del Corano, al digiuno del mese di Ramadan, alla cosiddetta questione della reciprocità, alla poligamia che oramai non viene più neppure praticata nei paesi a maggioranza musulmana. Non mancano poi, come succede in tutte le forme di razzismo, gli attacchi alla “sporcizia” di cui sarebbero portatori i musulmani, al loro “cattivo odore”, o al considerarli degli esseri subumani e quindi indegni di far parte del genere umano.L’aspetto forse più grave è, ancora, quello dell’associazione della parola “islam” alla parola “terrorismo”, con lo stravolgimento voluto di termini quali “jihad”, tradotti sempre come “guerra santa” cosa che è ben lontana dal significato vero del termine che è invece “sforzo” e che per un musulmano significa "impegnarsi sulla via di Dio". “jihad”, che è una parola che non contiene alcuna implicazione di natura violenta o aggressiva, viene fatta passare come l’esatto suo contrario con gli islamici e gli stranieri in genere responsabili di omicidi, furti, rapine, o di quella che è stata chiamata l’emergenza “sicurezza”, con il caso dei lavavetri di Firenze elevato a paradigma di come si dovrebbe affrontare il “problema”, con la cosiddetta tolleranza zero ed i sindaci italiani improvvisamente diventati sceriffi americani. C’è poi la diffusione di idee false su “Allah”, che sarebbe “un Dio diverso da quello cristiano”, o su ciò che il Corano dice su Gesù, su sua madre Maria e sui Vangeli, o sul fatto che i musulmani non rispetterebbero i simboli cristiani quali “la croce” o “il presepe”. Nessuno dice che Gesù e Maria sua madre sono grandemente rispettati e amati dai musulmani.Ma islamofobia è sicuramente anche il mettere i musulmani oltre che contro i cristiani anche contro gli ebrei, cercando di addossare ai musulmani quell’antisemitismo di cui essi nella loro storia non sono mai stati promotori. Il tutto fidando sul fatto che la stragrande maggioranza dei cittadini italiani non ha letto né il Corano e neppure la Bibbia e scarse sono le conoscenze delle realtà culturali e sociali da cui provengono i musulmani migranti che si sono stabiliti in occidente. Ma islamofobia è anche violare le tombe nei cimiteri musulmani, o costringere bambini musulmani a compiere riti tipici della religione cattolica, quali baciare statuine di santi, o costringerli a studiare come se fossero cattolici, o impedire che nelle scuole si possa parlare di tutte le religioni, anche dell’islam, e non solo di quella “cattolica romana”. Islamofobia è anche schierarsi contro i cosiddetti “matrimoni misti”, fra cristiani e musulmani, riesumando quanto era previsto nelle famigerate leggi razziali del ventennio fascista che proibivano il matrimonio fra ebrei ed “ariani”. E’ mutata la religione da attaccare ma la sostanza è la stessa. Nessuno sa, ovviamente, che una delle mogli del profeta Muhammad era cristiana ed è rimasta tale fino alla morte.I promotori della campagna islamofoba sono da ricondurre ai partiti dell’area di destra, neofascisti e neonazisti, che si appoggiano sulle frange più estreme e conservatrici delle chiese cristiane, soprattutto quelle di origine nord-americane, i cosiddetti evangelicali, gli stessi che si impegnano nelle battaglie contro gli omosessuali o che hanno sostenuto e sostengono la segregazione razziale fra bianchi e neri. La tradizione continua!Ma anche nella stessa chiesa cattolica non mancano gli islamofobi, nonostante i ripetuti viaggi e incontri di Giovanni Paolo II nei paesi musulmani. Basti citare fra tutti il card. Biffi e la curia bolognese che, ancora oggi, sono coloro che, per esempio, si oppongono a gran voce alla realizzazione di una moschea a Bologna. Proprio Biffi è stato il promotore nel 2000 di un documento della Conferenza Episcopale dell’Emilia Romagna contro l’islam che è servito di copertura ideologia agli attacchi islamofobi. Sul piano culturale la più famosa islamofoba è stata la defunta Oriana Fallaci che è arrivata a minacciare di far saltare con le bombe una moschea, quella di Colle Val D’elsa, se la si fosse realizzata. Ma andiamo con ordine. Cercheremo di affrontare i vari aspetti indicati più in dettaglio sottolineando però subito come sia estremamente negativo il ruolo che i mass-media svolgono nel diffondere i pregiudizi islamofobi. Un esempio di islamofobia giornalistica è certamente quella del giornalista Magdi Allam che usa il Corriere della Sera come tribuna per le sue campagne tendenti a seminare la paura del musulmano.La questione delle donneLa questione della violenza sulle donne islamiche è la più gettonata dagli islamofobi. Ci sono oramai alcune “squadre di propaganda” ben organizzate composte di sole donne, tutte di destra, che conducono un attacco sistematico su tale questione e che si avvalgono anche di qualche donna di origine nordafricana occidentalizzatasi in freatta. Le donne musulmane sarebbero tutte picchiate e violentate dai loro mariti e/o padri o fratelli. Esse non avrebbero alcun diritto, delle vere e proprie schiave. E’ chiaro che una simile rappresentazione della realtà sia dei paesi islamici, sia delle stesse comunità di migranti che vivono in Italia è del tutto inventata. E’ anzi vero il contrario, stando alle statistiche ufficiali degli organismi internazionali che verificano le questioni riguardanti i diritti umani. E’ il mondo cosiddetto occidentale e “cristiano” a detenere il record assoluto di violenze, stupri, omicidi sulle donne di qualsiasi età e ceto sociale. In Italia, ad esempio, non c’è praticamente donna che nella sua vita non abbia ricevuto una qualche forma di molestia sessuale più o meno grave. I singoli casi di cronaca riguardanti immigrati di religione islamica, su cui le squadre di propaganda si sono buttate a corpo morto, stanno li a testimoniare che si tratta di eccezioni e non della regola, frutto di leggi tribali più che della religione islamica, al pari di quelle “leggi dell’onore”, spesso ancora imperanti, in molte regioni della nostra Italia.Si cita anche spesso la questione della infibulazione che con il Corano non c’entra nulla e che affonda in tradizioni tribali millenarie, tanto che viene praticata in Africa anche dalle comunità convertite al cristianesimo senza che nessuno accusi il cristianesimo di sostenere tali pratiche. Il Velo ed il vestiarioLa questione del velo portato dalle donne islamiche fa parte integrante della campagna islamofoba contro le donne. Le donne sarebbero libere ed emancipate se (s)vestono come le “veline” televisive, che girano praticamente nude, mentre sarebbero schiave se scelgono liberamente, come fanno del resto le stesse suore cattoliche, di coprire il loro corpo ed il loro capo come segno della propria religiosità e del rifiuto di essere considerate “oggetti sessuali”. La cosa incredibile di questa campagna è che anche molte femministe cadono in tale trappola, mentre sono molte le donne italiane che si sono convertite all’islam proprio perché gli stereotipi occidentali continuano, vedi “veline”, a propagandare l’idea della donna “oggetto sessuale” e soggetta a tutte le violenze possibili, come i dati diffusi dallo stesso governo italiano dimostrano. La cosa incredibile della questione del velo è che nessuno pone la stessa questione alle chiese pentecostali o evangelicali italiane che impongono alle donne membri di tali chiese il velo durante le loro celebrazioni religiose.La costruzione delle moscheeAltro terreno di battaglia degli islamofobi è quello della opposizione alla costruzione delle moschee. Molto impegnati su tale fronte sono gli esponenti neonazisti di Forza Nuova. I casi più clamorosi sono quelli di Genova Cornigliano o di Bologna. A Cornigliano si è usato anche un prete ultratradizionalista per impedire la costruzione della moschea nonostante la sconfessione del Vescovo di Genova. La lega Nord ha lanciato l’idea del “maiale day”, cosa praticata già in altri luoghi, portando maiali a urinare sul terreno dove avrebbe dovuto sorgere una moschea. A Bologna, durante un’assemblea ripresa dalla TV di stato, uno degli organizzatori del no alla moschea ha definito i musulmani bestie. La questione della reciprocitàLa questione della reciprocità è quella che di solito viene sollevata per opporsi alla costruzione di una moschea. “Faremo costruire la moschea quando loro nei paesi musulmani ci faranno costruire le nostre chiese”. Poi si scopre che i paesi arabi sono pieni di chiese cristiane frequentate dai cristiani locali che spesso sono fedeli al Papa. E’ il caso dell’Iraq, della Siria, della Giordania, dell’Iran ma ciò vale per tutti i paesi musulmani. Ed è proprio nei paesi a maggioranza musulmana che esistono le più antiche chiese cristiane, come i Copti, o i Maroniti, o i Caldei. Nessuno ovviamente dice che nel Corano il profeta Muhammad ha chiesto ai propri seguaci di dialogare con cristiani ed ebrei, le cosiddette “genti del libro” con riferimento alla Bibbia.La lingua arabaPersino la lingua araba viene usata per incutere terrore nella gente. “Parlano arabo, quindi stanno tramando un attentato terroristico”, questo viene detto esplicitamente dalla destra fascista che cavalca l’islamofobia e la xenofobia. Gli Imam, sentenziano, devono tenere i loro sermoni in lingua italiana. In alcuni comuni si è persino impedito l’attivazione di corsi di arabo per i bambini delle scuole elementari di origine marocchina. E’ come se ai nostri connazionali emigrati negli Stati Uniti qualcuno avesse proibito ai genitori di insegnare la propria lingua materna ai propri figli.Altrettanto zelo gli islamofobi non lo hanno dimostrato nei confronti della stessa chiesa cattolica che ha riesumato il latino nelle sue celebrazioni liturgiche. Ma mentre la stragrande maggioranza degli italiani non capisce nulla di latino, la stragrande maggioranza dei musulmani italiani la lingua araba la comprendono e la parlano perfettamente perché è la loro madrelingua ed è del tutto normale che gli imam tengano i loro sermoni nella loro lingua madre. Sermoni poi tradotti simultaneamente per i musulmani di madrelingua italiana.Il digiuno del mese di ramadanUno degli attacchi più sconsiderati che ci è capitato di leggere è stato quello contro il digiuno del ramadan. Certo per chi è abituato all’ingordigia da cui siamo oramai sommersi, è difficile comprendere la logica del digiuno che fa anche parte della tradizione cristiana ed ebraica. Pur di screditare l’islam si è arrivati a dire che in realtà è tutto falso, tutta apparenza. Secondo i denigratori l’arrivo del Ramadan infatti, coinciderebbe “con abbuffate generali notturne, lunghe dormite di giorno e sfoghi sessuali di notte”. Neppure i bambini sono stati risparmiati per denigrare il ramadan. E’ successo come al solito a Milano dove un preside di una scuola ha rimandato a casa i ragazzi musulmani che effettuavano il ramadan con la motivazione che il digiuno del Ramadan sarebbe un «sacrificio troppo grosso per un bambino di otto anni», violando in tal modo uno dei diritti fondamentali dei genitori che è quello di dare ai propri figli l’educazione, anche religiosa, che meglio ritengono opportuno. E saltare un pranzo non ha mai fatto male a nessuno.Islam=terrorismo=delinquenza comuneL’associazione del termine islam con quello di “terrorismo” ha raggiunto oramai livelli parossistici. E non si tratta solo di come vengono per esempio date le notizie nei telegiornali o sulla carta stampata. Dagli Stati Uniti arrivano oramai da anni sui nostri schermi decine di serie televisive che hanno come soggetto la lotta al terrorismo islamico. Al Qaeda è l’organizzazione terroristica più citata in questi filmetti spazzatura: la realtà si fonde con la fantasia ed il telespettatore non sa se sta vedendo un film, quindi un’opera di fantasia, o sta partecipando direttamente alla realtà. In molti film si sono affrontati addirittura le questioni del carcere di Guantanamo, o le torture inflitte agli iracheni nelle carceri di Abu Graib. In molti film è comparso lo stesso presidente Bush che ha interpretato il ruolo di presidente degli Stati Uniti attaccato dai terroristi e salvato dagli eroici militari di turno. In tutti i casi il bene sta dalla parte dell’occidente-USA ed il male dalla parte dell’islam, tutto associato ad Al Qaeda.Nessuno dice poi che tutti i musulmani italiani arrestati con l’accusa di terrorismo, con grandi enfasi medianiche al momento del loro arresto, sono poi stati tutti assolti e scarcerati per assoluta mancanza di indizi, mettendo a nudo il vero scopo delle retate che non era quello di arrestare terroristi ma quello di terrorizzare pacifiche comunità di musulmani migranti, con alle spalle molto spesso storie di miseria infinita, la cui responsabilità ricade proprio sulle opulente società occidentali.Ed il passaggio dall’essere terroristi all’essere etichettato come delinquente comune è breve, salvo poi a scoprire che la maggioranza dei reati nel nostro paese la commettono ancora “italiani doc”, compresi gli omicidi e le violenze alle donne o le rapine in villa. Solo le carceri sono piene di migranti che, per il fatto di essere migranti, non hanno alcuna tutela e su cui è perciò facile scaricare, da parte della criminalità organizzata, la responsabilità di reati i cui beneficiari sono tutti “italiani doc”. Per concludereCi sarebbe ancora molto da scrivere sul tema dell’islamofobia. Ma ci preme concludere con una nota di speranza. Nonostante tutto quello che abbiamo descritto finora, da sei anni nel nostro paese si porta avanti l’esperienza della “giornata ecumenica del dialogo cristiano islamico”, promossa da una serie di giornali e associazioni cristiane e non, che si celebra nell’ultimo venerdì di ramadan e la cui sesta edizione si è tenuta lo scorso 5 ottobre 2007 e di cui è punto di riferimento nazionale il sito www.ildialogo.org. Un centinaio di iniziative in tutta Italia, anche quest’anno, hanno detto con chiarezza che solo con il dialogo e la pace questa nostra umanità potrà avere un futuro. Ed è questa la speranza che siamo impegnati a costruire giorno dopo giorno.
Rigrazio questo bravo giornalista e la sorella che mi ha segnalato questo articolo. Benchè nè io nè altri amiamo gridare all'islamofobia così come i neocon gridano all'invasione, nn si può negare che l'islamofobia ci sia, è dovere di tutti noi combatterla sia x noi stessi che x i nostri figli. è importante che gli altri capiscano che chi la combatte nn è un "terrorista" ma semplicemente una persona che vuole rispetto ma che anche deve darlo...come noi ci impegnamo a ripettare la legge italiana così gli italiani devono imparare a rispettare il nostro credo, è l'unica via possibile x una convivenza ormai inevitabile!
di Giovanni Sarubbi
L’islamofobia ha superato oramai da tempo il livello di guardia. Se durante una trasmissione televisiva si permette che qualcuno definisca “bestie” gli appartenenti alla religione islamica senza che questo scateni alcuna reazione fra il pubblico in studio o da parte dello stesso conduttore, significa che tutto è possibile, anche il passare alla violenza più bruta. E purtroppo azioni violente nei confronti di singoli musulmani o di centri islamici ne sono già avvenute molte, ultimo quello contro la moschea di Abbiategrasso, nell’hinterland milanese contro cui è stata lanciata una molotov lo scorso 24 ottobre. L’islamofobia è una forma di razzismo religioso che si manifesta in molti modi e che si connota spesso anche di xenofobia, cioè l’odio per gli stranieri. Finora abbiamo potuto registrare nel nostro paese attacchi islamofobi che hanno riguardato la questione delle donne con annessa questione del velo, l’opposizione alla costruzione delle moschee, al modo di vestire, alla lingua araba, che è la lingua del Corano, al digiuno del mese di Ramadan, alla cosiddetta questione della reciprocità, alla poligamia che oramai non viene più neppure praticata nei paesi a maggioranza musulmana. Non mancano poi, come succede in tutte le forme di razzismo, gli attacchi alla “sporcizia” di cui sarebbero portatori i musulmani, al loro “cattivo odore”, o al considerarli degli esseri subumani e quindi indegni di far parte del genere umano.L’aspetto forse più grave è, ancora, quello dell’associazione della parola “islam” alla parola “terrorismo”, con lo stravolgimento voluto di termini quali “jihad”, tradotti sempre come “guerra santa” cosa che è ben lontana dal significato vero del termine che è invece “sforzo” e che per un musulmano significa "impegnarsi sulla via di Dio". “jihad”, che è una parola che non contiene alcuna implicazione di natura violenta o aggressiva, viene fatta passare come l’esatto suo contrario con gli islamici e gli stranieri in genere responsabili di omicidi, furti, rapine, o di quella che è stata chiamata l’emergenza “sicurezza”, con il caso dei lavavetri di Firenze elevato a paradigma di come si dovrebbe affrontare il “problema”, con la cosiddetta tolleranza zero ed i sindaci italiani improvvisamente diventati sceriffi americani. C’è poi la diffusione di idee false su “Allah”, che sarebbe “un Dio diverso da quello cristiano”, o su ciò che il Corano dice su Gesù, su sua madre Maria e sui Vangeli, o sul fatto che i musulmani non rispetterebbero i simboli cristiani quali “la croce” o “il presepe”. Nessuno dice che Gesù e Maria sua madre sono grandemente rispettati e amati dai musulmani.Ma islamofobia è sicuramente anche il mettere i musulmani oltre che contro i cristiani anche contro gli ebrei, cercando di addossare ai musulmani quell’antisemitismo di cui essi nella loro storia non sono mai stati promotori. Il tutto fidando sul fatto che la stragrande maggioranza dei cittadini italiani non ha letto né il Corano e neppure la Bibbia e scarse sono le conoscenze delle realtà culturali e sociali da cui provengono i musulmani migranti che si sono stabiliti in occidente. Ma islamofobia è anche violare le tombe nei cimiteri musulmani, o costringere bambini musulmani a compiere riti tipici della religione cattolica, quali baciare statuine di santi, o costringerli a studiare come se fossero cattolici, o impedire che nelle scuole si possa parlare di tutte le religioni, anche dell’islam, e non solo di quella “cattolica romana”. Islamofobia è anche schierarsi contro i cosiddetti “matrimoni misti”, fra cristiani e musulmani, riesumando quanto era previsto nelle famigerate leggi razziali del ventennio fascista che proibivano il matrimonio fra ebrei ed “ariani”. E’ mutata la religione da attaccare ma la sostanza è la stessa. Nessuno sa, ovviamente, che una delle mogli del profeta Muhammad era cristiana ed è rimasta tale fino alla morte.I promotori della campagna islamofoba sono da ricondurre ai partiti dell’area di destra, neofascisti e neonazisti, che si appoggiano sulle frange più estreme e conservatrici delle chiese cristiane, soprattutto quelle di origine nord-americane, i cosiddetti evangelicali, gli stessi che si impegnano nelle battaglie contro gli omosessuali o che hanno sostenuto e sostengono la segregazione razziale fra bianchi e neri. La tradizione continua!Ma anche nella stessa chiesa cattolica non mancano gli islamofobi, nonostante i ripetuti viaggi e incontri di Giovanni Paolo II nei paesi musulmani. Basti citare fra tutti il card. Biffi e la curia bolognese che, ancora oggi, sono coloro che, per esempio, si oppongono a gran voce alla realizzazione di una moschea a Bologna. Proprio Biffi è stato il promotore nel 2000 di un documento della Conferenza Episcopale dell’Emilia Romagna contro l’islam che è servito di copertura ideologia agli attacchi islamofobi. Sul piano culturale la più famosa islamofoba è stata la defunta Oriana Fallaci che è arrivata a minacciare di far saltare con le bombe una moschea, quella di Colle Val D’elsa, se la si fosse realizzata. Ma andiamo con ordine. Cercheremo di affrontare i vari aspetti indicati più in dettaglio sottolineando però subito come sia estremamente negativo il ruolo che i mass-media svolgono nel diffondere i pregiudizi islamofobi. Un esempio di islamofobia giornalistica è certamente quella del giornalista Magdi Allam che usa il Corriere della Sera come tribuna per le sue campagne tendenti a seminare la paura del musulmano.La questione delle donneLa questione della violenza sulle donne islamiche è la più gettonata dagli islamofobi. Ci sono oramai alcune “squadre di propaganda” ben organizzate composte di sole donne, tutte di destra, che conducono un attacco sistematico su tale questione e che si avvalgono anche di qualche donna di origine nordafricana occidentalizzatasi in freatta. Le donne musulmane sarebbero tutte picchiate e violentate dai loro mariti e/o padri o fratelli. Esse non avrebbero alcun diritto, delle vere e proprie schiave. E’ chiaro che una simile rappresentazione della realtà sia dei paesi islamici, sia delle stesse comunità di migranti che vivono in Italia è del tutto inventata. E’ anzi vero il contrario, stando alle statistiche ufficiali degli organismi internazionali che verificano le questioni riguardanti i diritti umani. E’ il mondo cosiddetto occidentale e “cristiano” a detenere il record assoluto di violenze, stupri, omicidi sulle donne di qualsiasi età e ceto sociale. In Italia, ad esempio, non c’è praticamente donna che nella sua vita non abbia ricevuto una qualche forma di molestia sessuale più o meno grave. I singoli casi di cronaca riguardanti immigrati di religione islamica, su cui le squadre di propaganda si sono buttate a corpo morto, stanno li a testimoniare che si tratta di eccezioni e non della regola, frutto di leggi tribali più che della religione islamica, al pari di quelle “leggi dell’onore”, spesso ancora imperanti, in molte regioni della nostra Italia.Si cita anche spesso la questione della infibulazione che con il Corano non c’entra nulla e che affonda in tradizioni tribali millenarie, tanto che viene praticata in Africa anche dalle comunità convertite al cristianesimo senza che nessuno accusi il cristianesimo di sostenere tali pratiche. Il Velo ed il vestiarioLa questione del velo portato dalle donne islamiche fa parte integrante della campagna islamofoba contro le donne. Le donne sarebbero libere ed emancipate se (s)vestono come le “veline” televisive, che girano praticamente nude, mentre sarebbero schiave se scelgono liberamente, come fanno del resto le stesse suore cattoliche, di coprire il loro corpo ed il loro capo come segno della propria religiosità e del rifiuto di essere considerate “oggetti sessuali”. La cosa incredibile di questa campagna è che anche molte femministe cadono in tale trappola, mentre sono molte le donne italiane che si sono convertite all’islam proprio perché gli stereotipi occidentali continuano, vedi “veline”, a propagandare l’idea della donna “oggetto sessuale” e soggetta a tutte le violenze possibili, come i dati diffusi dallo stesso governo italiano dimostrano. La cosa incredibile della questione del velo è che nessuno pone la stessa questione alle chiese pentecostali o evangelicali italiane che impongono alle donne membri di tali chiese il velo durante le loro celebrazioni religiose.La costruzione delle moscheeAltro terreno di battaglia degli islamofobi è quello della opposizione alla costruzione delle moschee. Molto impegnati su tale fronte sono gli esponenti neonazisti di Forza Nuova. I casi più clamorosi sono quelli di Genova Cornigliano o di Bologna. A Cornigliano si è usato anche un prete ultratradizionalista per impedire la costruzione della moschea nonostante la sconfessione del Vescovo di Genova. La lega Nord ha lanciato l’idea del “maiale day”, cosa praticata già in altri luoghi, portando maiali a urinare sul terreno dove avrebbe dovuto sorgere una moschea. A Bologna, durante un’assemblea ripresa dalla TV di stato, uno degli organizzatori del no alla moschea ha definito i musulmani bestie. La questione della reciprocitàLa questione della reciprocità è quella che di solito viene sollevata per opporsi alla costruzione di una moschea. “Faremo costruire la moschea quando loro nei paesi musulmani ci faranno costruire le nostre chiese”. Poi si scopre che i paesi arabi sono pieni di chiese cristiane frequentate dai cristiani locali che spesso sono fedeli al Papa. E’ il caso dell’Iraq, della Siria, della Giordania, dell’Iran ma ciò vale per tutti i paesi musulmani. Ed è proprio nei paesi a maggioranza musulmana che esistono le più antiche chiese cristiane, come i Copti, o i Maroniti, o i Caldei. Nessuno ovviamente dice che nel Corano il profeta Muhammad ha chiesto ai propri seguaci di dialogare con cristiani ed ebrei, le cosiddette “genti del libro” con riferimento alla Bibbia.La lingua arabaPersino la lingua araba viene usata per incutere terrore nella gente. “Parlano arabo, quindi stanno tramando un attentato terroristico”, questo viene detto esplicitamente dalla destra fascista che cavalca l’islamofobia e la xenofobia. Gli Imam, sentenziano, devono tenere i loro sermoni in lingua italiana. In alcuni comuni si è persino impedito l’attivazione di corsi di arabo per i bambini delle scuole elementari di origine marocchina. E’ come se ai nostri connazionali emigrati negli Stati Uniti qualcuno avesse proibito ai genitori di insegnare la propria lingua materna ai propri figli.Altrettanto zelo gli islamofobi non lo hanno dimostrato nei confronti della stessa chiesa cattolica che ha riesumato il latino nelle sue celebrazioni liturgiche. Ma mentre la stragrande maggioranza degli italiani non capisce nulla di latino, la stragrande maggioranza dei musulmani italiani la lingua araba la comprendono e la parlano perfettamente perché è la loro madrelingua ed è del tutto normale che gli imam tengano i loro sermoni nella loro lingua madre. Sermoni poi tradotti simultaneamente per i musulmani di madrelingua italiana.Il digiuno del mese di ramadanUno degli attacchi più sconsiderati che ci è capitato di leggere è stato quello contro il digiuno del ramadan. Certo per chi è abituato all’ingordigia da cui siamo oramai sommersi, è difficile comprendere la logica del digiuno che fa anche parte della tradizione cristiana ed ebraica. Pur di screditare l’islam si è arrivati a dire che in realtà è tutto falso, tutta apparenza. Secondo i denigratori l’arrivo del Ramadan infatti, coinciderebbe “con abbuffate generali notturne, lunghe dormite di giorno e sfoghi sessuali di notte”. Neppure i bambini sono stati risparmiati per denigrare il ramadan. E’ successo come al solito a Milano dove un preside di una scuola ha rimandato a casa i ragazzi musulmani che effettuavano il ramadan con la motivazione che il digiuno del Ramadan sarebbe un «sacrificio troppo grosso per un bambino di otto anni», violando in tal modo uno dei diritti fondamentali dei genitori che è quello di dare ai propri figli l’educazione, anche religiosa, che meglio ritengono opportuno. E saltare un pranzo non ha mai fatto male a nessuno.Islam=terrorismo=delinquenza comuneL’associazione del termine islam con quello di “terrorismo” ha raggiunto oramai livelli parossistici. E non si tratta solo di come vengono per esempio date le notizie nei telegiornali o sulla carta stampata. Dagli Stati Uniti arrivano oramai da anni sui nostri schermi decine di serie televisive che hanno come soggetto la lotta al terrorismo islamico. Al Qaeda è l’organizzazione terroristica più citata in questi filmetti spazzatura: la realtà si fonde con la fantasia ed il telespettatore non sa se sta vedendo un film, quindi un’opera di fantasia, o sta partecipando direttamente alla realtà. In molti film si sono affrontati addirittura le questioni del carcere di Guantanamo, o le torture inflitte agli iracheni nelle carceri di Abu Graib. In molti film è comparso lo stesso presidente Bush che ha interpretato il ruolo di presidente degli Stati Uniti attaccato dai terroristi e salvato dagli eroici militari di turno. In tutti i casi il bene sta dalla parte dell’occidente-USA ed il male dalla parte dell’islam, tutto associato ad Al Qaeda.Nessuno dice poi che tutti i musulmani italiani arrestati con l’accusa di terrorismo, con grandi enfasi medianiche al momento del loro arresto, sono poi stati tutti assolti e scarcerati per assoluta mancanza di indizi, mettendo a nudo il vero scopo delle retate che non era quello di arrestare terroristi ma quello di terrorizzare pacifiche comunità di musulmani migranti, con alle spalle molto spesso storie di miseria infinita, la cui responsabilità ricade proprio sulle opulente società occidentali.Ed il passaggio dall’essere terroristi all’essere etichettato come delinquente comune è breve, salvo poi a scoprire che la maggioranza dei reati nel nostro paese la commettono ancora “italiani doc”, compresi gli omicidi e le violenze alle donne o le rapine in villa. Solo le carceri sono piene di migranti che, per il fatto di essere migranti, non hanno alcuna tutela e su cui è perciò facile scaricare, da parte della criminalità organizzata, la responsabilità di reati i cui beneficiari sono tutti “italiani doc”. Per concludereCi sarebbe ancora molto da scrivere sul tema dell’islamofobia. Ma ci preme concludere con una nota di speranza. Nonostante tutto quello che abbiamo descritto finora, da sei anni nel nostro paese si porta avanti l’esperienza della “giornata ecumenica del dialogo cristiano islamico”, promossa da una serie di giornali e associazioni cristiane e non, che si celebra nell’ultimo venerdì di ramadan e la cui sesta edizione si è tenuta lo scorso 5 ottobre 2007 e di cui è punto di riferimento nazionale il sito www.ildialogo.org. Un centinaio di iniziative in tutta Italia, anche quest’anno, hanno detto con chiarezza che solo con il dialogo e la pace questa nostra umanità potrà avere un futuro. Ed è questa la speranza che siamo impegnati a costruire giorno dopo giorno.
Rigrazio questo bravo giornalista e la sorella che mi ha segnalato questo articolo. Benchè nè io nè altri amiamo gridare all'islamofobia così come i neocon gridano all'invasione, nn si può negare che l'islamofobia ci sia, è dovere di tutti noi combatterla sia x noi stessi che x i nostri figli. è importante che gli altri capiscano che chi la combatte nn è un "terrorista" ma semplicemente una persona che vuole rispetto ma che anche deve darlo...come noi ci impegnamo a ripettare la legge italiana così gli italiani devono imparare a rispettare il nostro credo, è l'unica via possibile x una convivenza ormai inevitabile!
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