Visualizzazione post con etichetta Cultura araba. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Cultura araba. Mostra tutti i post

lunedì 14 aprile 2008

Umorismo arabo

Un vecchio arabo residente a Chicago da più o meno quarant'anni, vuole piantare delle patate nel suo giardino, ma arare la terra è diventato un lavoro troppo pesante per la sua veneranda età. Il suo unico figlioAhmed, sta studiando in Francia. Il vecchio manda una e-mail a suo figlio spiegandogli il problema: "Caro Ahmed, sono molto triste perché non posso piantare patate nel mio giardino quest'anno, sono troppo vecchio per arare la terra. Se tu fossi qui tutti i miei problemi sarebbero risolti. So che tu dissoderesti la terra e scaveresti per me. Ti voglio bene. Tuo padre."
Il giorno dopo il vecchio riceve una e.mail di risposta da suo figlio: "Caro papà, per tutto l'oro del mondo non toccare la terra del giardino! Lì è dove ho nascosto ciò che tu sai ... Ti voglio bene anch'io. Ahmed". Alle 4 della mattina seguente arrivano la polizia, gli agenti dell'FBI, della CIA, la DIA, la SWAT, i RANGERS, i MARINES, Steven Seagal, Silvester Stallone, Chuck Norris, Arnold Schwarzenegger ed i massimi esponenti del Pentagono che rivoltano il giardino come un guanto, cercando materiale per costruire bombe, antrace o qualsiasi altra cosa. Non trovando nulla, se ne vanno con le pive nel sacco ... Lo stesso giorno l'uomo riceve una mail da suo figlio: "Caro papà, sicuramente la terra adesso sarà bella pronta per piantare le patate. Questo è il meglio che ho potuto fare, date le circostanze ... Ti voglio bene"

lunedì 7 aprile 2008

Il potere della parola


Lo stereotipo che vuole gli arabi incapaci a fare informazione è duro a morire. Ho fatto di recente una ricerca sulla stampa araba dal 1832 al 1926, e ho scoperto cose straordinarie. Nel 1876, in Italia, c'erano ben quattro quotidiani in lingua araba: a Napoli, a Bologna e a Livorno. Ora c'è la televisione, ma il pregiudizio di cui parlavo è ancora forte. Si pensa che "per natura" gli arabi siano bugiardi, retorici e inclini ad esagerare. La vera differenza culturale tra i paesi occidentali e quelli arabi, quella essenziale, è che la cultura occidentale è basata certo sulla scrittura, ma più ancora è basata sull'arte, sulle immagini, la pittura, la scultura. Dipende dal fatto che la natura è più bella e varia, che ci sono la neve, i fiumi e tante altre cose che ispirano il genio. La cultura araba, invece, ha solo il deserto. Tutto lì è aperto e deserto. Gli arabi sono obbligati a guardare nello spazio, notte e giorno. Non hanno avuto il pennello o lo scalpello, hanno avuto la parola. Di notte, nel deserto, si parlava e si faceva poesia. I dieci poemi più famosi della cultura araba preislamica sono stati scritti con inchiostro d'oro e appesi alla Ka'aba della Mecca. Poi è venuto l'Islam: la "sura" più antica del Corano dice: "Leggi!, nel nome del Dio che ti ha creato. Colui che ha insegnato all'uomo con la penna". Ecco, la scrittura e la lettura, la lingua e la parola. La novità è che adesso la parola araba può arrivare ovunque. In questa guerra, la verità sarà vista da due angolazioni diverse. L'altra novità è che ora c'è una professionalità araba basata anche sulla tecnologia. La mediazione tra i fatti e gli spettatori è araba.
(Samir al Qarayouti, da http://www.isfreedom.org/)